L’ARTE DELLA BUONA CUCINA ITALIANA

Si è svolto nei giorni scorsi al Pirellone di Milano l’evento “L’Arte della ristorazione protagonista dell’offerta turistica italiana” per celebrare la giornata mondiale del Turismo.  Presente il ministro del turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, che nel suo intervento ha dichiarato:  “L’enogastronomia è un linguaggio universale con cui il nostro Paese parla al mondo intero, è ambasciatrice di italianità fin nei più remoti angoli del pianeta e ci rappresenta in modo forse più sottile ma non meno efficace delle nostre arti maggiori”.

“La cucina italiana è un dono che abbiamo ricevuto dalla storia e che abbiamo il dovere di tutelare e promuovere in tutti i modi possibili” ha proseguito il ministro. “Questa attività di tutela e promozione coinvolge molte competenze diverse, richiede un elevato livello di consapevolezza e presuppone una nuova, grande alleanza tra i campi, la cucina e la cultura nel senso più ampio”.

“Non solo l’attività di ristorazione fa quindi parte a pieno titolo dell’economia turistica – ha ancora sottolineato il ministro –  ma proprio la tipicità del servizio reso motiva il visitatore e spesso è addirittura la prima causa del viaggio”.

E’ assodato che non si può dire di conoscere un luogo o un popolo se non si gustano i suoi cibi e i suoi vini, specialità che nel tempo mantengono inalterate le antiche tradizioni e i sapori genuini. Come quelli della Trattoria Trinità, a pochi chilometri dal Borgo di Vigoleno, dove ogni mattina vengono preparate le paste fresche, come gli anolini. Gli anvéin (come si chiamano in dialetto) si gustano nel più classico brodo (preparato con cappone, manzo e carne di maiale) ma anche asciutti, conditi con burro fuso e parmigiano grattugiato. Si possono anche trovare pasticciati, con sugo a base di salsa di pomodoro, burro, regaglie di pollo o funghi.

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