I CECI E I FAGIOLI CHE PIACIONO AI MORTI

Si apre il mese di novembre con il clamore per i festeggiamenti pagani di Halloween nel giorno delle feste cattoliche di Ognissanti e della Celebrazione dei Defunti. La tradizione ricorrente vuole la visita ai propri defunti al cimitero, portando loro un fiore, il crisantemo, recitando una preghiera nelle cappelle dei cimiteri in parrocchia. Nel piacentino vige anche l’antica usanza, di origine romana, di raccogliere in questi giorni ceci e fagioli per mangiarli la sera con polenta e ciccioli, ma lasciando un piatto in tavola per i morti che tornerebbero a far visita al vecchio focolare.

Secondo un’altra credenza in molte località della provincia di Piacenza una candela accesa su una finestra della casa per tutta la notte aiuterebbe le anime del Purgatorio a trovare la via di casa per una visita ai propri cari. Proprio per loro ci si alza presto la mattina, quando è ancora buio, lasciando il letto disfatto per i parenti morti che, per una notte tornano a nelle proprie case, a riposare nei propri letti. Alle prime luci dell’alba tutti riprendono la loro via, inseguendo il proprio destino.

I CAVALLI IN PENSIONE NELLA STAGIONE AUTUNNALE

L’autunno è ufficialmente arrivato con le prime piogge e le temperature sono rientrate nella norma dopo un settembre e ottobre dal sapore ancora estivo. Nelle scorse settimane, nonostante il clima temperato, i cavalli nostri ospiti sono passati, graduatamente, da una routine di scuderia estiva ad una autunnale, pronti così ad affrontare i mesi più freddi che verranno.

Le profende sono diventate quattro: al mattino, a mezzogiorno, al pomeriggio e alla sera. Solo in caso di forte pioggia i cavalli non escono al pascolo, ma viene garantito movimento quotidiano sulle zone drenate che sono state appostitamente create. Il grooming viene mantenuto durante la mattina, prima di essere messi nei paddock o della sessione di esercizi quotidiani, sia per addestramento sia per mantenimento. Un ulteriore controllo viene effettuato al rientro in scuderia nel pomeriggio.

Ogni cavallo nostro ospite segue una dieta personalizzata a seconda dell’età e dell’attività svolta. Il fieno in ballette nostrane (sempre rigorosamente bagnato per tutti) viene associato con un foraggio  che prevede oltre 60 diverse erbe officinali, sale dell’Himalaya, noci di canapa, comino nero e vinaccioli per i cavalli più giovani e con lavoro quotidiano. Ai cavalli a fine carriera viene dato un Muesli  con un’alta percentuale di fibra grezza intatta, erbe officinali, germi di cereali, olio di lino pressato a freddo e, anche per loro, semi di comino nero e vinaccioli che forniscono preziosi acidi grassi omega3.

 

PASSEGGIATE D’AUTUNNO TRA I COLORI DELLE FOGLIE

Prime vere giornate d’autunno a Vigoleno, con pioggia e temperature che rendono piacevole il tepore del camino acceso dopo una lunga passeggiata tra i boschi. Fanno da contrasto la leggera foschia con i colori delle foglie, ultimo regalo della natura prima del letargo invernale. E’ il giallo con tinte arancioni il colore che prevale nel boschi e nei giardini, una tipicità dell’autunno europeo come spiegava un interessante articolo di Massimo Spampani dalle pagine del Corriere della Sera alcune settimane fa (ndr 11-11-2011). Se, infatti, in Europa prevale il colore giallo nelle foglie d’autunno, in Nord America domina, in alberi e arbusti, il rosso.

Non si tratta solo di produzione di clorofilla che, con la diminuzione progressiva della luce del giorno rallenta, dando spazio a pigmenti responsabili dei colori che prima la clorofilla nascondeva. Infatti, secondo biologici israeliani e finlandesi, i colori autunnali sono il risultato della lunga guerra evolutiva tra gli alberi e gli insetti che tendono a succhiare gli amminoacidi dalle foglie nella stagione autunnale a scapito degli alberi. In particolare, secondo quanto spiegato da Spampani: “in America e nell’Asia orientale infatti le catene montuose, poste da nord a sud, non hanno impedito a piante e insetti di rifugiarsi in posti più caldi ed è continuata la produzione del pigmento rosso «difensivo». Nell’Europa continentale, invece, le principali catene montuose, come le Alpi, che si sviluppano da est a ovest, avrebbero creato una barriera alle migrazioni verso sud durante i periodi freddi. Così molte specie non sono sopravvissute, insieme agli insetti che da esse dipendevano.”

La teoria è tuttavia controversa e molti biologici non concordano data la complessità genetica delle singole piante e dalla diversa posizione geografica e climatica.

Per noi resta comunque il piacere di passeggiare tra i sentieri che circondano il borgo alla ricerca della sfumatura di colore preferita, a cavallo o in compagnia dei nostri amati cani.