LA LAVANDA DEL BORGO DI VIGOLENO®

lavanda E’ tempo di raccolta della lavanda nell’antico podere di campagna del Borgo di Vigoleno ®, una mietitura alle prime luci dell’alba che è ha riempito il borgo con un profumo di festa, anche perché la prima produzione, solo 1/5 di quella prevista per i prossimi anni, ha comunque regalato una buona resa.

Come da antica tradizione delle campagna la lavanda del Borgo di Vigoleno ® troverà impiego non solo in sacchetti profumati ma anche in orginali saponi naturali artigianali destinati a decorare la casa, le tavole, gli armadi, i cassetti ma anche come originale regalo, per ogni occasione.

LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DELLA LAVANDA

La coltivazione della lavanda avviene in modo assolutamente biologico anche perché questa pianta è rustica e resistente. Unica accortezza è quella di coltivarla in terreni ben esposti al sole dove non ci siano ristagni d’acqua e, tra un’irrigazione e l’altra, è bene attendere che il terreno si sia asciugato.
Le specie conosciute sono oltre 60, tra le quali anche la Lavandula angustifolia molto resistente al freddo e che quindi si adatta bene anche ai nostro clima appenninico.
La fioritura della lavanda di protrae dalla tarda primavera all’estate, con i tipici fiori a spiga molto profumati, a seconda del loro utilizzo: per uso erboristico si raccolgono all’inizio della fioritura mentre per l’industria cosmetica e per la profumeria nel periodo di massima fioritura.

Dopo la raccolta si fanno seccare in mazzi appesi a testa in giù in ambienti ventilati ed ombrosi in quanto il sole scolorirebbe i fiori. Una volta seccati si procede a separare la spiga dal gambo e i fiori e si conservano mantenendo a lungo il loro profumo.
Al termine della fioritura la lavanda deve essere potata per eliminare tutti gli steli fioriferi e per cimare le piante, anche in modo drastico nel caso la pianta appaia debilitata.

USO DELLA LAVANDA

Come si diceva la lavanda è molto usata in cosmetica, erboristeria e per uso terapeutico, ma anche per scopi alimentari ad esempio per aromatizzare il vino bianco o l’aceto, per preparare gelatine o dolci e risulta essere un’ottima pianta millifera. Il miele di lavanda, infatti, è indicato per curare affezioni broncopolmonari specialmente nel periodo invernale.
Nell’antichità, specialmente nel Medioevo, la lavanda era usata anche come disinfettante per lavare i pavimenti mentre la tradizione popolare considera una spiga di lavanda come un amuleto contro disgrazie e demoni e un talismano per augurare prosperità e fecondità.

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