GUFO PORTAFORTUNA DEL BORGO DI VIGOLENO®

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Le tradizioni popolari delle campagne sono legate a simboli e ad animali. Il gufo è uno degli abitanti dei nostri boschi un predatore notturno che scaccia il male dalle vite di chi lo sente cantare.

Secondo un’antico proverbio:
“Un gufo bubula nella notte,
la luna mi sorride,
le stelle mi parlano,
sarà un buon mattino”.

Sabato 22 settembre e domenica 23 settembre torna nel Parco del Castello di Grazzano Visconti (Piacenza) il “Festival dei Gufi”, manifestazione giunta alla sua terza edizione dedicata ai rapaci notturni, per far conoscere al grande pubblico questa specie animale, misteriosa e magica. L’obbiettivo degli organizzarori è quello di  salvaguardare la natura selvatica di queste specie protette, che devono vivere libere nel loro habitat. Svariate le aree tematiche del festival: pittura, scultura, fotografia, musica, artigianato italiano, libri, gufolandia, convegni e tavole rotonde, tutto rigorosamente a tema Gufo.

Anche nel Borgo di Vigoleno®, aleggia da tempo il respiro di un Gufo Portafortuna, l’ennesima storia fantastica, odorosa di leggende tramandate da generazioni che anima un antico podere di campagna che dalla sua storia guarda al futuro e ad un porto di sogni.

“Il vento quella notte non rinfrescava. Caldo come l’alito del drago che un tempo  si recava nello Stirone alla ricerca di qualche preda troppo assetata per accorgersi della sua presenza. Quella sera non sarebbe sorta la luna, nel nero di fondo e vertiginoso dei cielo, solo Sirio e Venere avrebbero vinto l’umidità che velava le rare lanterne delle strade del borgo e le mura del Castello di Vigoleno.

Una sera nera… sarebbero venuti i gufi, con quel loro agitar di ali soffice, quasi affaticato, in sintonia con lo sfinimento della natura.

Il ramo stanziale dei Gufi è sempre sul grande albero di noci, che prende vita in un frullare invisibile. Da quel palcoscenico sulla vallata, solo gli occhi dorati e fosforescenti avrebbero tradito la loro presenza, spalancati sulla notte, immobili.

I gufi  vedono il male che ci circonda, come l’aridità che ingiallisce le foglie, esorcizzano le tensioni del nostro animo, sentinelle del sonno che poco alla volta ci solleva. “Quando li vedi, sempre in coppia, su quel ramo si felice, vegliano su di te e ti portano fortuna” raccontava la nonna.

Una sera d’agosto addormentata sotto il tiglio, i cani ai miei piedi, quelle quattro macchie fosforescenti immobili come lanterne, indicavano l’accesso al porto sereno della notte ristoratrice, senza sogni e senza paure. Gli occhi del gufo veglieranno sui tuoi sogni, come globi dorati, lampade di accesso al porto del ristoro.” “Le Favole del Borgo di Vigoleno ®” – Tutti i diritti riservati

 

 

 
 
 
 

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