ALIMENTAZIONE NATURALE

cibi naturaliSecondo la definizione della FAO “La sicurezza alimentare esiste quando tutte le persone in ogni momento, hanno accesso fisico ed economico ad una quantità di cibo sufficiente, sicuro e nutriente per soddisfare le loro esigenze dietetiche e preferenze alimentari per una vita attiva e sana”. Detto così sembra facile, ma non secondo un gruppo di studiosi dell’Università inglese di East Anglia, secondo i quali alcune aziende alimentari, nonostante le forti pressioni istituzionali e mediatiche, non guardano ai benefici degli alimenti che mettono in commercio.

Recenti ricerche scientifiche hanno confermato come alcuni componenti presenti in cibi derivati dalle piante possono contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche o contrastare la progressione ma il loro ruolo non è stato messo in evidenza o utilizzato nell’industria alimentare. A denunciare questa mancanza è stata la Professoressa Cathie Martin durante il  convegno “The Future of Sicence” che si è svolto a Venezia e organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi. In un progetto di studio coordinato dalla scienziata inglese è stato dimostrato come le antocianine, che colorano di rosso e viola la frutta e la verdura, riducano il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e  lo sviluppo dei tumori ma, ha precisato nel suo intervento in Italia la Prof. Martin, nonostante l’importante scoperta, l’atteggiamento delle aziende alimentari non è cambiato e non si è fatto nulla per favorire per promuovere nuovi prodotti con antocianine.

Ancora una volta si sottolinea come la qualità della vita sia strettamente collegata alla disponibilità di cibi sani e di come la sicurezza alimentare sia un problema rilevante non solo per i Paesi in via di sviluppo ma una vera e propria questione globale. Oggi esiste la consapevolezza che la moderna alimentazione è una scelta non solo di moda, ma la possibilità reale e alla portata di tutti di nutrirsi con cibi sani che escludono l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi e sementi manipolate geneticamente.