IL VALORE DELLE API E DEL MIELE

apiIl miele è l’unico alimento che non subisce trasformazioni per arrivare dalla natura al consumatore con una tracciabiltà infallibile. Infatti, dalle tracce di polline presenti nel miele è possibile determinarne l’origine botanica e geografica. Per questo la provenienza del miele diventa fondamentale a garanzia di bontà e qualità, combattendo  concorrenza di apicoltori italiani con i grandi produttori, come in Cina, dove spesso si creano miscele con zuccheri derivanti dal riso.

L’Italia vanta un primato di mieli di eccellenza, dove dai più comuni di Acacia e di Castagno, troviamo anche quello di Coriandolo, di Cipolla e il pregiato Miele di Corbezzolo, che vede la Sardegna tra i rari produttori per un prodotto che, data la fioritiura autunnale e il conseguente difficile compito per le api, puo raggiungere anche i 20 euro al chilo. Nel Podere Borgo di Vigoleno® le nostri api producono miele Miellefiori, di Ciliegio, di Acacia, di Castagno e un piccola, per ora, qualità di Miele di Lavanda.

Oggi le api e il miele non rappresentano sono un alimento buono, sano e naturale ma sono un indicatiore ambientale straordinario del nostro Pianeta e la loro scomparsa è legata all’uso di pesticidi e insetticidi in agricoltura. La loro sopravvivenza è cosi strettamente lagata alla nostra vita che già il poeta latino Publio Virgilio Marone nel 37 a. C. nelle Georgiche dedicò un intero libro, il quatro, all’apicoltura. Riconobbe “nell’umile fiore di campo come nel piccolo, laborioso insetto, una vera e propria Anima universale o “Anima mundi”.

“His quidam signis atque haec exempla secuti esse apibus partem divinae mentis et haustus aetherius dixere”…qualcuno ritiene che nelle api vi sia parte della mente divina, un soffio d’infinito, perché la divinità penetra dovunque, nelle terre, negli spazi di mare, nelle profondità del cielo; da lei chiunque nasca, greggi, armenti, uomini, ogni specie di fiere, attinge la sua effimera vita; poi, dissolto, ogni essere ritorna e si rimette a lei: non esiste la morte, vivo vola nel novero degli astri assurgendo all’immensità del cielo.”