L’IMPORTANZA DI PROTEGGERE LA FAUNA SELVATICA

Uccelli migratoriIn questi giorni a Quito, Ecuador, si sta svolgendo, fino al 9 novembre 2014, la Conferenza Internazionale CMS Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals da dove si lancia un allarme sul numero di fauna selvatica in drastica diminuzione in tutto il Mondo.

Agli oltre 120 paesi partecipanti si chiede di prendere decisioni importanti per salvaguardare le specie a rischio estinzione tra i quali l’orso polare e il leone, i simboli della distruzione che l’uomo, l’inquinamento e i cambiamenti climatici stanno causando al nostro Pianeta.

Anche le specie migratorie sono ad alto rischio dal momento che la mancanza di una politica di salvaguardia comune rischia di minare fortemente la loro sopravvivenza.

Una politica economica che investe sulla protezione della fauna selvatica è una risorsa economica importante, può essere il motore per spingere i Governi ad attuare leggi e regolamentazioni comuni dal momento che, si sottolinea da Quito, la natura è una fonte di ricchezza e patrimonio da preservate anche come generatore di turismo sostenibile sempre più di tendenza.  I dati, a questo proposito, parlano chiaro: ad esempio il turismo legato al birdwatching genera negli Stati Uniti d’America un giro d’affari pari a 32 miliardi di dollari all’anno, i safari in Kenia 1 miliardo, 42 milioni per le immersioni nelle isole Fiji e quasi 39 milioni di dollari alle Maldive.

Tra le proposte di tutela della fauna selvatica si sottolinea l’importanza di trovare regole internazionali comuni e linee guida contro la caccia, la cattura e la detenzione illegale puntando ad una legislazione che condanni chi pratica reati contro gli animali selvatici con pene emplari in quanto crimini contro la natura, le energie rinnovabili e l’umanità.