ITALIA A PICCO

Roma ColosseoC’è chi sale e c’è chi scende nelle classifiche. In questi giorni l’Italia ha conquistato la vetta dei paesi più corrotti nel Mondo: così, tanto per gradire la notizia, sorseggiando il primo caffè sintonizzati su Rai Uno.

Come se non bastasse anche il turismo sembra non essere più motivo di appeal e dal sesto posto dello scorso anno nelle classifiche siamo scivolati al diciannovesimo, precedendo la Corea del Sud. L’accusa da parte dei turisti stranieri verso il Bel Paese sono i pochi servizi, i prezzi cari e in generale la mancanza di una “cultura dell’ospitalità”. E meno male che eravamo considerati la culla della civiltà occidentale…

Ma non è finita qui. Un recente studio pubblicato dal World Review of Science, Technology and Sustainable Development evidenzia come anche l’approccio verso la natura sia uno dei motivi di attrazione e di sviluppo per il settore del turismo e non solo. Ci sono luoghi che riescono a bilanciare al meglio offerta economica e culturale tale da attrarre, in futuro, sempre più visitatori e abitanti. E’ così nato un nuovo indice di valutazione, il Global Livable Cities che, analizzando le varie città del Mondo le classifica secondo due criteri principali: il miglior beneficio tra vita quotidiana e lavoro e la miglior offerta attrattiva tra cultura, natura e sviluppo sostenibile. Manco a dirlo, nessuna città italiana è stata inserita nella classifica che vede ai primi tre posti Ginevra, Zurigo e Singapore. Seguono Copenhagen, Helsinki, Luxembourg, Stockholm, Berlin, Hong Kong, Auckland, Melbourne, Sydney, London,  Paris, Vancouver, Amsterdam, Osaka-Kobe, New York, Tokyo, Los Angeles.

Senza entrare nel merito di valutazioni sul valore o meno delle classifiche, quello che deve far riflettere è che il Mondo sta cambiando così come la visione, le aspettative delle nuove generazioni. Forse non basta più pensare che il nostro patrimonio turistico, seppur gestito spesso male, è un vero petrolio nazionale, non solo per il fatto che possediamo un terzo di tutte le opere d’arte censite al mondo. Viviamo in un Paese dove domina una infelice struttura mentale della rendita, spesso con “scappatoie” che si commentano da sole. I fatti recenti di Roma ci riportano indietro di vent’anni realizzando, con sconforto, che nulla è cambiato, solo la latitudine.

E’ l’Italia che va a picco e che si riflette anche in piccolo borgo tra le campagne dove c’è ancora chi pensa che tutelare la natura e i suoi animali, patrimonio indisponibile dello Stato, sia cosa inutile, in una omertà degna da romanzetto popolare. Ognuno di noi ha il dovere di fare la sua parte, con onestà e spirito di dovere. Chi sbaglia è chi gira la faccia dall’altra parte.