GREEN ECONOMY, LA VIA VERDE CONTRO LA CRISI

green economyCi dobbiamo guardare intorno e avere coscienza che quello che ci circonda, come boschi, fiumi, laghi, foreste e tutto ciò che nasce dalle risorse naturali, sono oggi componenti essenziali di un capitale economico.

Tutto si richiude all’interno della cosiddetta Green Economy, o economia verde, considerato un vero e proprio modello di sviluppo economico e sostenibile a vantaggio di tutte le attività che comprendono quei settori che concorrono a migliorare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo l’impatto ambientale di tutte le attività umane.

Non a caso la Commissione Europea definisce la Green Economy come una economia che genera crescita, crea lavoro e sradica la povertà investendo e salvaguardando le risorse del capitale naturale da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta.

Il primo ad investire massicciamente nella Green Economy è stato il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che già nel 2009, per dare impulso al periodo di profonda recessione dell’economia americana, promosse con i fatti (e non solo a parole) una serie di misure economiche ed imprenditoriali pubbliche e private per dare un netto impulso allo sviluppo dell’economia verde, quale nuovo modello di sviluppo che contrastava il modello economico “nero” (la black economy) basato sui combustibili fossili, carbone e petrolio.

E’ di questi giorni la notizia che Obama rilancia con un massiccio aumento il budget federale per dare impulso a nuove misure economiche ed imprenditoriali, sia private sia pubbliche, con un’opinione pubblica sempre più convinta a aperta al cambiamento.

Anche l’Italia si sta muovendo, con una notevole differenza tra regioni almeno secondo quando emerge da una classifica stilata da Fondazione Impresa e che vede tra le dieci regioni più impegnate al primo posto il Trentino Alto Adige, seguito rispettivamente da Marche, Valle d’Aosta, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Umbria, Calabria, Veneto ed Emilia Romagna. All’undicesimo posto della classifica si piazza il Piemonte e si salva in extremis la Lombardia. Black list per Lazio, Puglia, Campagna e Sicilia. Gli indici di valutazione di questa classifica sono diversi e riguardano principalmente le effettive e accessibili detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazioni energetica, la qualità ambientale dei prodotti, la raccolta differenziata, le aziende produttrici di alimenti biologici presenti nel territorio.

Al di là di questi risultati, che offrono un’idea di come le amministrazioni e il governo centrale si stia effettivamente muovendo, quello che ancora deve emergere in Italia è un cambiamento culturale nel territorio, la presa di coscienza che un’economia verde riconosce e investe in una risorsa naturale da preservare, considerando la biodiversità come il tessuto vivente di questo modello.