BIANCONE O COGLIONE?

Pietra Nera da VigolenoIl Biancone è una grande aquila appartenente alle popolazioni nidificanti nelle regioni dell’Italia settentrionale che lungo la sua rotta migratoria attraversa le valli piacentine. Da alcuni anni seguo con passione questo via vai migratorio che, non lontano dal Podere Borgo di Vigoleno®, il località Pietra Nera, trova uno dei punti di miglior visuale per i birdwatchers.

Anche quest’anno il Parco dello Stirone e del Piacenziano organizza una giornata, domenica 23 agosto 2015, per ammirare il volo di questi rapaci in compagnia di ricercatori che approfondiranno la conoscenza di questo carismatico esemplare. 

La domanda sorge spontanea: ma se voi foste un Biancone, soggiornereste tranquillo e beato, in un luogo dove per 12 ore al giorno da oltre due settimane, si sparano cannonate con dispositivi acustici per allontanare la fauna selvatica dalle vigne?

E ancora: nei panni di un rapace famoso per essere un formidabile cacciatore di serpenti, sareste così coglioni (consentitemi il termine, ma credo che renda bene l’idea) da ritenere che in questa zona, area protetta sotto la giurisdizione dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia-Occidentale, esistono garanzie per la mia sopravvivenza?

Per dare l’idea del valore su un territorio dell’impatto della migrazione, senza andare troppo lontano e in tema, in Liguria, ad Arenzano, tutti gli anni si organizza un “Biancone Day”, raduno che oramai è diventato un must per i tantissimi appassionati, così come avviene in Francia e in altri paesi europei.

A qualcuno potrà sembrare cosa strana, ma la natura e l’ambiente sono riconosciute da anni un importante veicolo di attrazione per il turismo, che significa più lavoro per i ristoranti, per i bar, per la aziende agricole con prodotti tipici, per il commercio in genere. Al territorio di Vigoleno, in particolare, e alle zone limitrofe tra le provincie di Parma e Piacenza,non mancherebbe proprio nulla per attirare in ogni stagione dell’anno (sottolineo: in ogni stagione dell’anno) un turismo culturale e naturalistico di massa, anche internazionale dal momento che la salvaguardia dell’ambiente e i temi legati alla fauna selvatica sono di attualità e di grande richiamo. Per non parlare, in termini di ritorno economico, anche di risorse che Comuni o Ente Parco potrebbero trarne per poi investire, magari, in opere pubbliche a tutela del territorio, visti i tempi di magra.

Tornando al Biancone, da cittadina italiana amante della natura ma ultimamente anche disillusa e un po’ incazzata di vivere tra gente omertosa, con una visone della vita e del futuro che fatica ad andare oltre il “bianchino” nel bar del paese, spero di essere smentita (con dati reali e non di repertorio o da photoshop) nel registrare, nei giorni a venire, un flusso migratorio di importanza così come è sempre stato negli anni passati.

Da giornalista, con tessera dal 1989 di cui ho sempre riservato massimo valore, posso testimoniare che, da quando questo degrado nel Parco dello Stirone e del Piacenziano ha trovato compiacenti complici, nelle ultime settimane nei territori che confinano con le proprietà del Podere Borgo di Vigoleno®, in area protetta, all’interno del Parco, a fini puramente naturalistici, non ho più avvistato la presenza di caprioli, daini o cinghiali, per non parlare di lepri o fagiani. E la stagione venatoria, che qui è ufficialmente vietata, non è ancora iniziata. Le mie richieste, ad oggi, di legalità alle autorità competenti non trovano riscontro nei fatti. Sono disgustata ma determinata e fiduciosa che alla fine qualcuno dovrà rispondere di questo scempio.