QUEL PICCOLO MONDO IPOCRITA

VigolenoLa basilare legge della domanda e dell’offerta regola un equilibrio del commercio tra chi propone qualche cosa e chi decide di acquistare quel bene o quel servizio. Migliore sarà l’offerta in termini di qualità e di prezzo, maggiore sarà la richiesta e il valore del prodotto, in futuro, potrà aumentare. Peccato che in questa elementare nozione di economia subentri un fattore di criticità che chiamerò “la malsana abitudine di fregare il turista”. Mi spiego meglio.

Nelle scorse settimane ho ospitato nel Podere Borgo di Vigoleno© una famiglia francese di Reims, della regione dello Champagne, molto interessati non solo alla natura e alla storia del nostro territorio, ma anche ai sapori e ai prodotti tipici. Nel corso del loro soggiorno si sono recati più volte a Milano per visitare l’Expo (con tappa anche in città alla Pinacoteca di Brera ma chiusa per turno di riposo, poco importa se siamo nel momento clou del turismo meneghino) ed erano molto interessati ad acquistare – come spesso avviene anche per altri ospiti – prodotti alimentari da portare a casa. Così mi ritrovo a fare da guida turistico/alimentare indicando luoghi, ristoranti, botteghe, spacci che segnalo liberamente – sottolineo liberamente – dove anche io e la mia famiglia ci rechiamo per gli acquisti. La mia road map personale spazia da Zibello a Langhirano, da Modena a Reggio Emilia, dalla Val d’Aveto all’Oltre Po’ Pavese, ovviamente da Parma e Piacenza ma senza dimenticare, per chi decide di vistare anche Torino e il Piemonte, grazie alle mie materne origini piemontesi, i sapori delle Langhe e del Monferrato.

Naturalmente i prodotti di Parma e Piacenza sono quelli più facilmente reperibili e così, sempre basandomi sul mio gusto personale, ho segnalato una bottega non lontana da Vigoleno dove sono solita anche acquistare del buon parmigiano reggiano di montagna. Con i miei ospiti francesi mi sono raccomandata di chiedere del titolare e di prendere una stagionatura di oltre 22 mesi, dove prevale il giusto rapporto fra dolce e saporito. Tornati dallo shopping mi hanno confermato, prima di ripartire per la Francia, di aver richiesto quel tipo di formaggio ma che il proprietario non era presente e gli ha serviti una mademoiselle che gli ha assicurati sulla qualità del prodottochiedendomi ancora consigli per come mantenerlo fresco il più a lungo possibile.

Ieri mattina mi sono recata nello stesso negozio per fare io stessa lo stesso acquisto ma, con sorpresa, ho scoperto che il proprietario per cause di forza maggiore non era presente. Solo più tardi, per puro caso, l’ho incontrato e sulla mia intenzione di comperare il parmigiano mi sono sentita dire che in negozio in questo momento non c’era la solita qualità, anzi quello disponibile attualmente era un formaggio giovane e di cui alcuni si erano lamentati per la non ottimale stagionatura.

Il pensiero è andato alla mademoiselle del luogo che con l’aria della furbetta di turno ha fregato i miei ospiti rifilando un prodotto per un’altro. Si dirà: è poca cosa, in fondo sono solo 5 kg di formaggio. No, non è così. Quello che mi fa rabbia e l’atteggiamento, l’ignoranza e la presunzione di dover fregare l’altro, tanto in Italia tutto è permesso.

Non smetterò mai di pensare che tra natura, castelli, rocche, prodotti tipici viviamo in un territorio che ha delle potenzialità enormi, ma il grande limite resta quello delle persone che vivono nel loro piccolo mondo ipocrita. Siamo tutti uno spicchio di un’Italia che se non capirà che è ora di cambiare veramente, resterà degna di un carrozzone nero e oro da funerale.