AGRICOLTURA, BARRA (MARY) A DRITTA

asino Nei giorni scorsi mi è capitato sottomano un interessante articolo dell’intervento di Mary Barra, potentissima CEO della General Motors, durante l’ultimo World Economic Forum di Davos dove si sottolineava l’importanza della tecnologia destinata a breve a cambiare drasticamente non solo l’industria automobilistica. Secondo Mary Barra il mondo dell’auto non sarà più lo stesso entro cinque, al massimo dieci anni, con una rivoluzione che in passato è durata 50 anni e che non coinvolgerà solo le quattro ruote ma tutto il mondo collegato all’automobile, dalla comunicazione, ai trasporti e, inevitabilmente, anche il mondo delle macchine agricole.

Mi sono così documentata su altri interventi dal meeting svizzero e il tema della quarta rivoluzione industriale coinvolge tutta l’economia mondiale, tanto da dover rivedere in futuro anche la figura dell’agricoltore, oggi considerato non più contadino tradizionale ma vero e proprio imprenditore multifunzionale.

L’apertura del mondo rurale agli altri settori dell’economia, l’interagire del settore agricolo con le realtà industriali e dei servizi, ne definiscono il ruolo nuovo nella società dove la coltivazione della terra è strettamente legata alla ricerca della qualità dei prodotti, della sicurezza alimentare, alla tutela e valorizzazione dell’ambiente e del territorio, nella richiesta di servizi che la campagna è in grado di offrire, sia in termini culturali, fatta di tradizioni e valori antichi, sia allo svago e al turismo, senza dimenticare l’aspetto umanitario di reinserimento di persone socialmente emarginate o con handicap.

Un questo nuovo ruolo l’imprenditore agricolo diventa una figura fondamentale per il rilancio del mondo rurale, che non è più indice di povertà ed isolamento, ma diventa un tutt’uno con quello urbano creando interdipendenza e integrazione tra la città e la campagna. Cresceranno così anche gli standard richiesti da parte dell’agricoltura verso la società e si farà strada la richiesta di forti somme di capitali per l’acquisto del parco macchine nuovo con tecnologia sempre più avanzata, ma anche per un aggiornamento nella fase di produzione, ad esempio per quanto riguarda la tecnologia delle macchine da vinificazione, per l’allevamento o la produzione di alimenti. Il tutto con una attenzione, ormai dilagante, verso la sostenibilità, la sicurezza e la tutela dell’ambiente.

Affacciandomi sulle colline della Val Stirone, che circondano il Podere Borgo di Vigoleno®, in questi giorni con le cime imbiancate di neve, mi domando se il territorio, la Regione e l’Italia in generale sia consapevole e pronta ad affrontare questa nuova rivoluzione. Le pagine dei giornali locali delle province di Parma e Piacenza, parlando di agricoltura, riportano le solite notizie di danni dai cinghiali e caprioli, con nuovi piani di abbattimento in vista. Per sostenere il turismo locale e rurale, elemento non indifferente nella nostra economia, sembra che un hastagh possa portare nuove ondate di vacanzieri senza magari soffermarsi alla qualità dei servizi offerti.

Se il mondo punta la barra a dritta verso nuovi orizzonti e sfide, la sensazione è che qui l’unico vero sguardo verso il futuro sia quello, assonnato e pacifico, di un asino che pascola nella valle…..