TORNARE INDIETRO PER ANDARE AVANTI

Il mese di novembre da sempre mi riempie di malinconia. Vuoi perché arrivi con una stagione di lavoro pesante alle spalle e sei più stanca; vuoi perché le giornate sono buie e corte; vuoi perché inizia il freddo con le prime nebbie e foschie; vuoi perché ti guardi indietro e pensi che questi ultimi anni trascorsi sono stati tanto faticosi e ingarbugliati che conto i giorni per arrivare al 1 gennaio 2018 e sperare di cancellare una volta per tutto il passato e  voltare – finalmente – pagina.

Vivere in un borgo sperduto nell’Appennino piacentino è anche questo: non puoi nasconderti dietro le tue paure e le tue debolezze vengono fuori. Qui tutto viene moltiplicato, nel bene e nel male. La mia fortuna (ma anche la mia forza da sempre) è che non ho timore o vergogna di dire quello che sento. E’ il coraggio di affrontare da sola un lavoro che ti porta a combattere ogni giorno contro una natura che è più forte di te. E’ la forza di credere nei tuoi sogni. E’ la determinazione ad andare avanti.

Negli scorsi giorni ho accompagnato un amico ad un incontro di lavoro e mi sono ritrovata ad ascoltare un oratore che parlava della PNL, tecnica psicologica molto popolare nei paesi anglosassoni per la formazione di manager e trainer e che io avevo studiato anni fa durate i miei stages negli Stati Uniti. Tornata a casa sono andata a riprendere i quaderni con gli appunti di quei corsi in Colorado e Florida (sono passati già quasi dieci anni da allora….) e rileggendoli alla sera ho ritrovato tra le mie note un esercizio per ricreare un focus positivo. Con la memoria Cloud del Mac è stato facile: devi ritornare indietro con la mente, ancora meglio con delle foto (ecco l’utilità del Cloud), a dei momenti positivi del passato per riprovare le emozioni di felicità e di gioia di quegli istanti e riviverli nel presente.

Ho impostato la ricerca delle foto al 4 novembre e tra tutte quelle che sono uscite di questi ultimi 7 anni ho scelto questa che pubblico nel post: la mia Nesti con il suo sguardo che mi parla e che sa leggermi nel profondo. Ma non è tutto. Dato che mettermi in gioco e sfidarmi è da sempre una mia caratteristica sono andata con la memoria molto più indietro alla ricerca di emozioni che potevano colorare di felicità la mia vita ma che, invece, qualcuno ha pennellato di nero.

Allora ho alzato il telefono e ho chiamato a Milano la mia amica Alessandra C., una di quelle vere amiche che magari non senti per anni ma poi al “Ciaooooo Ale!!!!” sai che capisci tutto, io di lei e lei di me. Ricominciamo insieme dal Forum di Assago, come vent’anni fa, sulle note di Bryan Adams certe che un giorno arriverà qualcuno che saprà abbracciarci talmente forte da riuscire ad unire nuovamente tutte le nostre parti rotte…Vivere nel Borgo è anche questo: non avere paura di essere se stesse e di continuare a sognare.