LE MIE API IN FOTO PREMIATE IN AUSTRALIA

La foto è nata per caso, a dire il vero da un piccolo incidente domestico in scuderia. Qualche settimana fa, a fine giornata, stavo svuotando la ciotola dell’acqua di Guenda senza accorgermi che dentro, visto le temperature autunnali anomale, diverse api stavano bevendo. Qualcuna è stata veloce a volare via, ma quella della foto è stata travolta da uno tsunami di acqua.

Non appena mi sono accorta l’ho raccolta e messa subito su un piano del tavolo asciutto e ho iniziato a scaldarla con il mio fiato fino a quando, asciugandosi, non ha dato segni di vita. Siamo rimaste per un po’ così a guardaci, io le ho raccolto un fiore e lei ci è subito salita, continuando a fissarmi. Ci stiamo studiate a vicenda da vicino e così è scappata anche la foto.

Seguo un gruppo di apicoltori australiani che ogni anno preparano un evento fotografico per sensibilizzare sul problema delle api e della loro sopravvivenza. Ho mandato la foto, così tanto per fare, ma la notizia è che la foto è stata selezionata e sarà esposta a marzo con il mio nome, quello della mia azienda e la mia “Italian bee.

La stessa foto è in corsa anche per partecipare alla realizzazione del Calendario 2018 dell’APAP Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini, con premiazione ed evento a dicembre a Piacenza.

PS: era oramai buio e l’ape non dava segni di voler volare via. Così, con il suo fiore l’ho portata davanti ad un’arnia e lei è subito entrata felice. Amo le favole, ma solo quelle a lieto fine. Come quella gran culo di Cenerentola….

APICOLTURA, LA LUNA DI MIELE E’ FINITA

Sono stati mesi da dimenticare per l’apicoltura. Le voci sono unanimi e il 2017 verrà ricordato come un anno tutt’altro che dolce, con una produzione media nazionale in calo ben del 70 per cento. Una tendenza che, per la verità, si registra già da alcuni anni con gravi spopolamenti degli alveari, dovuti ad avvelenamento delle api per un utilizzo sconsiderato di prodotti tossici in agricoltura. A minacciare la sopravvivenza e la salute delle api anche i cambiamenti climatici, dove la siccità impoverisce le fonti nettarifece.

La gelata di fine aprile, che ha colpito la campagna e la viticoltura piacentina e non solo, è stato il primo colpo di arresto per la produzione rallentando lo sviluppo delle famiglie che si sono ritrovate troppo deboli per l’anticipata fioritura della Robinia, da cui si ricava il Miele di Acacia. E’ arrivata poi la pioggia a maggio seguita da una pesante siccità.

Per dare un’idea, secondo i dati raccolti dall’Associazione Provinciale degli Apicoltori Piacentini APAP, nel 2017 ogni arnia ha reso una media di 15 kg, contro una media di 35/40 kg nelle scorse annate.

E’ quindi finita la luna di miele in un settore dell’agricoltura che in Italia conta 1,2 milioni di alveari e 45mila apicoltori (350 quelli iscritti all’Associazione piacentina, di cui professionisti con attività agricola regolarmente iscritta all’albo solo una novantina). Il settore registra un fatturato stimato di 150 milioni di euro con una valore di oltre 2 miliardi per l’attività  di impollinazione alle coltivazioni.

Oggi il problema principale è quello di salvare le api anche con azioni che prevedono la creazione di pascoli con fiori e piante adatte, a fioritura a scalare. Non meno importante arginare l’arrivo sul mercato di miele straniero, un trend negativo che, secondo un’analisi di Coldiretti, è sempre più presente sugli scaffali dei negozi e nei supermercati della grande distribuzione.

E’ in quest’ottica che sabato prossimo presso lo store Eataly eealizzata in collaborazione con l’APAP, l’Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini, con laboratori per adulti e bambini, un corner speciale dedicato e degustazioni gratuite, si spegnerà cosa significa acquistare direttamente miele da apicoltori che certificano la provenienza del miele come solo italiano e di determinate aree.

Anche l’Az. Agricola Schieppati Alessandra – Tenuta del Podere Borgo di Vigoleno®, in qualità di apicoltore professionisti iscritto all’APAP, dedicherà il Farmer Market Km0 a Vigoleno, presso il rivelino dell’ingresso del borgo che porta al Castello, al miele. Il miele dell’Az. Agricola Schieppati Alessandra – Tenuta del Podere Borgo di Vigoleno® dallo scorso luglio è ufficialmente certificato biologico (certificazione ICEA) ed è raccolto in apiari stanziali presenti all’interno della Tenuta, che si affacciano sulla Val Stirone.

 

MIELE BIOLOGICO CERTIFICATO

Alla fine è arrivata anche la certificazione ufficiale biologica per il miele. Le analisi effettuate dai prelievi in apiario la scorsa settimana dal tecnico dell’ente certificatore ICEA su cera e miele non hanno riscontrato nessuna traccia di residui per 273 valori analizzati. Anzi, il laboratori di Modena che ha effettuato le analisi per conto dell’ICEA ha attestato che i valori sono oltre dieci volte più bassi rispetto ai limiti di accettabilità consentiti.

La gestione delle api e la produzione di miele in biologico, così come avviene per tutte le colture della Tenuta del Podere Borgo di Vigoleno®, nascono prima di tutto da una scelta convinta ed etica,che riguarda la tutela del proprio benessere ma anche per la salvaguardare del mondo in cui viviamo.La gestione in biologico della propria azienda agricola è quindi una scelta consapevole, che non si improvvisa ed è rigidamente disciplinata.

Con il prossimo anno tutta la produzione del miele prodotto in Val Stirone dall’Az. Agricola Schieppati Alessandra – Tenuta del Podere Borgo di Vigoleno® porterà quindi l’etichetta verde che identifica i prodotto bio in Europa. Scegliere prodotti di sicura provenienza biologica è l’unica scelta verso un cibo sano, genuino e rispettoso dell’ambiente.

Il miele in vendita in questa annata resta comunque un miele in certificazione biologica e confermato della sua qualità, la stessa che lo ha portato in laboratorio e superare le analisi di certificazione ufficiali.